Archive for Ottobre 18th, 2009
Ottobre 18th, 2009
Abbiamo costruito la nostra tradizione su di una passione: il vino.
Una passione che si tramanda di generazione in generazione e che vive ancora oggi dello stesso impegno e sulla stessa dedizione.
Era il 1936 quando Pietro Foraci inizi?? l’attivit?? vitivinicola.
L’azienda in pochi anni si espande, integrando la vendita all’ingrosso con quella al dettaglio, acquisendo vasti vigneti nella valle del Belice, ed esportando i vini anche all’estero, soprattutto in Francia.
Lo sviluppo maggiore, compiutosi negli ultimi quindici anni, culmina oggi nella produzione di vini internazionalmente apprezzati e in importanti risultati aziendali, perseguiti da Mario Foraci e dai figli Pietro, Fabio e Alessandro.
Le Cantine Foraci si avvalgono di vigneti coltivati direttamente, di sistemi produttivi all’avanguardia e di due cantine di lavorazione.
Il successo dei vini Foraci ?? oggi il miglior riconoscimento a tanti anni di lavoro, nel rispetto dell’ambiente e della migliore tradizione enologica siciliana.
Ottobre 18th, 2009
Spaghetti a’ vonguli di Ganzirri
Spaghetti con le cozze di Ganzirri
Ingredienti:
600 g di spaghetti fini; 1,200 kg di cozze nere, 400 g di pomodori maturi;1 trito di aglio 1 cipollina, 1 trito di aglio e prezzemolo, 3 acciughe salate, 100 g di olivette nere; olio d’oliva, sale, pepe.
Preparazione:
Non ?? che a Ganzirri, o a Mortelle, nell’estrema punta della Sicilia, dove si uniscono i due mari, lo jonio e il Tirreno, non si possano avere le ??vongole veraci??, anzi se ne trovano in abbondanza e qualche volta si finisce col metterle assieme alle cozze; ma questa maniera di condire gli spaghetti si chiama a vonguli non solo per antonomasia, ma per quei traslati che tanto spesso si verificano nelle cucine regionali.
Pulire attentamente le cozze e farle aprire in padella: trattenere e filtrare la loro acqua.
I molluschi, appena lessati, devono essere tratti dalle valve e vanno poi riposti in una zuppiera fonda unicamente a trito d’aglio e prezzemolo, olio, sale e pepe.
Diliscare le acciughe e farle liquefare nell’olio in un tegame; unire le olive nere snocciolate, la cipollina trita, i pomodori pelati, nettati e spezzettati.
Quando la salsa comincia ad amalgamarsi, a fuoco dolce unire le cozze con trito d’agl??o, prezzemolo e un po’ dell’acqua di cozze messa da parte.
Lessare gli spaghetti al dente in abbondante acqua moderatamente salata, scolarli e unirli alla salsa di cozze preparata.
Testo tratto da ‘’Il diamante della grande cucina di Sicilia'’
Ottobre 18th, 2009
Panelle
Le ricette sono per sei persone
L’ aguglia ?? un paese azzurro, molto comune nella fauna marina dei versanti tirrenico ed ionico dell’isola Sottile di struttura termina con una caratteristica minispada ed ?? facile preda dei pescatori , che di notte lo abbagliano con la luce delle lampare. Si possono mangiare sia fritte che arrostite . Nel primo caso , dopo averle lavate e private dell’interiora si infarinano e si friggono in olio caldo. Nel secondo caso , basta porle, sulla brace , umettandole con un battuto di olio sale e pepe.
Tratto da “Sapore di sicilia”
Ottobre 18th, 2009

Mentre tutti i metalli assorbono rapidamente il calore, e altrettanto rapidamente lo trasmettono al cibo, la terracotta funziona come un isolante: si scalda molto lentamente, e cede molto lentamente il calore che ha assorbito. Questo ne fa il materiale ideale per la cottura di quei piatti che richiedono lunghe cotture senza sbalzi di temperatura e per cui ?? importante che il riscaldamento iniziale sia graduale. Per non sbagliare i tempi di cottura bisogna per?? ricordare che nella pirofila di terracotta la cottura prosegue anche molto dopo aver spento il fuoco. La terracotta ?? un materiale poroso, e la verniciatura non sempre basta a renderla del tutto impermeabile. Questo significa che la pirofila pu?? assorbire piccole quantit?? di sostanze (soprattutto le molecole aromatiche) per cederle poi in una cottura successiva. Le pentole di terracotta sono piuttosto fragili, e non sopportano i bruschi sbalzi di temperatura; bisogna quindi evitare di aggiungere liquidi o alimenti molto freddi nella pentola gi?? calda. Caratteristiche tecniche: larghezza cm15 lunghezza cm 25. La terracotta ?? ottenuta da argilla siciliana lavorata al tornio. Lo smalto ?? apiombico pigmenti per i colori della colo robbia.
Pirofila con coperchio
Ottobre 18th, 2009

Olio Extra Vergine d???Oliva
Zona di provenienza: Caltanissetta.
Altitudine terreno: 600 m.l.m.
Olivaggi: cultivar Nocellara Nostrana-Etnea-Belice ed altre variet?? selezionate.
Irrigazione: con impianto a gocce.
Metodo di coltivazione: lavorazione periodica del terreno con l???utilizzo dei mezzi meccanici.
Raccolta: brucatura a mano.
Potatura: annuale.
Lavorazione: molitura entro 24 ore dalla raccolta.
Impianto di macinazione: ciclo continuo con estrazione a freddo.
Conservazione del prodotto: serbatoi in acciaio pressurizzati con Argon alimentare per evitare il contatto con l???ossigeno.
Caratteristiche dell???olio: fruttato di oliva verde di intensit?? media, amaro leggero, piccante leggero, con dolce di intensit?? media, con sensazioni gradevoli di mandorla dolce, che completano la piacevolezza del prodotto.
Giudizio degli esperti: Olio di buona struttura, equilibrato ed armonico.
Utilizzo: indicato a crudo su bruschetta ed insalate, sulle minestre e zuppe, per la preparazione di pesce e carni grigliate.
Olio Extra Vergine d???Oliva - 250 ml
Ottobre 18th, 2009

merlot
Sicilia I.G.T.
Uve
Merlot 100%
Zona di produzione
Sicilia centro-occidentale
Esposizione
Sud, Sud-Est
Eta’ media dei vigneti
7 anni
Allevamento
Vigneti allevati a spelliera con una densit?? di ceppi per ettaro pari a 4.500
Resa
75 q di uva per ettaro
Vendemmia
Manuale, nella prima decade di Settembre
Vinificazione
Diraspatura mecerazione a freddo delle bucce per 2 giorni a 5??C, fermentazione a 26-28??C con frequenti rimontaggi e follature, malolattica in acciaio e permanenza delle fecce fini per almeno cinque mesi e successivo affinamento in bottiglia
Cusumano - Merlot 2006
Ottobre 18th, 2009

Arcal??r
Bianco - I.G.T. Sicilia
Caratteristiche organolettiche:
- colore: Paglierino chiaro con sfumature verdoline
- odore: Delicato, fruttato
- sapore: Fresco, armonico, discretamente corposo
Vitigni:
Inzolia
Gradazione alcolica:
11,50 % Vol.
Temperatura di servizio:
10??/12?? C
Abbinamenti gastronomici:
Pesce, crostacei, carne bianca.
Terre del Parnaso - Arcal??r Inzolia 2007
Ottobre 18th, 2009

Avventure e disavventure di un barone borbonico e di un medico fisico, professore all’Universit??, seguite dalla dimostrazione
Mario Alberghina
L???Autore si muove su un percorso narrativo assolutamente originale, difficilmente imitabile sia per i contenuti che per lo stile. Questo ?? del resto un riflesso dell???indole stessa dell???Autore che, nella sua attivit?? di ricerca scientifica, ama soprattutto esplorare nicchie espressive e temi di studio non toccati da altri o poco popolari al momento. A parte la rivisitazione narrativa dell???aristocrazia catanese, sono interessanti ed inediti i dati storici e la riflessione critica su alcuni personaggi del Collegio universitario di Medicina della fine del Settecento. All???Autore si pu?? senz???altro riconoscere il merito di far emergere, dalla selva dei molti appartenenti alle citate categorie sociali, due personaggi sconosciuti ai pi??, pertanto poco disponibili a lasciarsi ???scoprire??? dalle poche fonti e dai rari documenti pervenuti. Nel libro appare evidente l???alternanza di una visione distaccata della storia, da un lato, e di una partecipazione diretta e compiaciuta al racconto, dall???altro, quasi l???Autore avesse steso un rapporto da testimone oculare degli avvenimenti. Due i personaggi raccontati nel libro: il barone Luigi Lanolina Trigona (1759-1841) e il medico-professore Jacop?? Zappal?? Cantarella (1752-1817).
cm 16×23, pagg. 132,18 ill. - Cod: 20008
D’Argento le orme degli aironi
Ottobre 18th, 2009

Brossura | 279 | Sellerio | 2002 | ISBN: 8838917361
Lorenzo Zichichi
Giungendo da Palermo, la montagna che dall’alto sovrasta il mare sulla punta nord-occidentale della Sicilia ha la forma di un altare di roccia calcarea stratificata. Sulla sommit?? vi ?? un altipiano, esteso per dieci ettari con forma triangolare. Da questa montagna si gode una delle viste pi?? straordinarie del Mediterraneo. In alcune giornate lo sguardo corre da Capo Bon, in Tunisia, fino a Ustica. Erice ?? dunque uno dei luoghi pi?? belli. Ma la sua storia - che affonda nell’incanto del mito, nella guerra di Troia e negli amori di Afrodite, da cui questo libro inizia per seguirla sino al nostro secolo - non ?? quella di un luogo stupendo e selvaggio. E’ quella di un luogo esteticamente meraviglioso, ma insieme, da sempre centrale nel cammino della Sicilia: tempio, citt??-stato, colonia, citt?? demaniale, centro culturale, di volta in volta, e sempre snodo metropolitano di commerci, culture ed esseri umani da ogni parte d’Europa. Sicch??, seguire le tracce della sua storia da protagonista non ?? fermarsi alla nota storica da baedeker turistico; ?? molto di pi??: assumere un punto di vista locale per guardare alla storia pi?? vasta della Sicilia.
Storia di Erice (1183 a.C.-2000 d.C.)