Archive for Ottobre 5th, 2009
Ottobre 5th, 2009
Una famiglia, un’unica passione.
Tra le colline di Corleone, nelle contrade Malvello e Patria, nel cuore della zona D.O.C. Monreale, si snodano a vista i filari dei vitigni coltivati dai fratelli Pippo, Vincenzo e Lea Pollara che hanno fatto del loro amore per l’uva un mestiere appassionato.
Questa passione si manifesta con la continua attenzione alla evoluzione e valorizzazione dei vini classici di Sicilia, mettendo in rilievo il tipico carattere del vitigno e utilizzando solo le uve migliori di ogni vigneto che vengono selezionate con cura, raccolte a mano e pigiate sofficemente.
In seguito gli esperti viticultori coronano il loro lavoro, creando vini di alta qualit?? e prestigio, apprezzati in tutto il mondo con la firma “Principe di Corleone”.
Questa ?? la conferma che i fratelli Pollara hanno saputo cogliere i cambiamenti del mercato e delle preferenze del consumatore; meritano quindi oggi, con “Principe di Corleone”, di essere riconosciuti tra i pi?? autorevoli ed apprezzati produttori vinicoli di Sicilia.
Ottobre 5th, 2009
Cannelloni Del Padrino
Le ricette sono per quattro persone
Ingredienti:
Per La Pasta:
400 G Farina Di Semola
Sale
4 Uova
Acqua (eventualmente)
Per Stendere La Sfoglia:
Farina
Per Il Ripieno:
500 G Stracotto Di Manzo,
300 G Formaggio Caciocavallo Grattugiato,
Noce Moscata,
100 G Pinoli,
100 G Uvetta Sultanina,
50 G Burro,
Per Il Resto:
70 G Burro,
2 Uova.
Preparazione:
Questa ricetta ?? originaria di Agrigento, dove i cannelloni del padrino vengono preparati in particolari occasioni, per festeggiamenti o inviti importanti. Disponete la farina di semola a fontana sulla spianatoia. Spolverizzatela di sale e rompetevi nel mezzo le uova. Fate la pasta bagnando con un po’ di acqua solo se occorre. Stendete la pasta sulla spianatoia infarinata in una o pi?? sfoglie sottilissime e da queste ricavate dei rettangoli di cm 4 x 8 (circa). Portate a bollore, in una o due pentole, dell’acqua salata: immergetevi la pasta (poca alla volta) per qualche attimo, poi estraetela con la schiumarola e stendetela (un pezzetto alla volta) sul tavolo coperto con un canovaccio. Se la pasta dovesse rimanere un po’ di pi?? nell’acqua, raffreddatela subito passandola sotto l’acqua corrente. Preparate a questo punto il ripieno: tritate il manzo stracotto e mettetelo in una terrina; unitevi la met?? del caciocavallo, un po’ di noce moscata grattugiata, i pinoli e l’uvetta rinvenuta in acqua tiepida e strizzata; quindi ponete il tutto a rosolare nel burro, che avrete fatto sciogliere in un tegame. Lasciate raffreddare il ripieno e distribuitelo al centro di ogni pezzetto di pasta, che arrotolerete poi strettamente. Disponete i cannelloni cos?? ottenuti in una teglia bene imburrata: irrorateli con abbondante burro fuso (ma non fritto); spennellateli in superficie con le uova frullate e infornateli per circa 15 minuti. Si tratta di un primo ricchissimo che pu?? essere servito (caldo o tiepido) anche come piatto unico.
Testo tratto da dbricette.it
Ottobre 5th, 2009
Castrato ai semi di finocchio selvatico
Le ricette sono per sei persone
Sulle tegole potete preparare anche questa cotolette di castrato gustosissime e piuttosto pepate. Inumidite d’olio le costolette di castrato , poi passatele sul pesto. Cuocetele sulle tegole , come indicato nella ricetta precedente.
Tratto da “Sapore di sicilia”
Ottobre 5th, 2009

Margareta Dumitrescu
Lo studio sul Gattopardo ?? incentrato sulla Parte VI, la pi?? ricca di spunti tanto da essere una chiave di lettura dell’intero romanzo. Il libro comprende anche un’indagine sulla fortuna di Lampedusa in Romania, dalla quale risulta che la sua opera ?? ben nota agli studiosi, mentre l’elevata tiratura del Gattopardo in traduzione romena testimonia l’interesse del pubblico per lo scrittore siciliano.
cm 14,8×21, pagg. 168, ill. - Cod: 200116
Sulla parte VI del Gattopardo. La fortuna di Lampedusa in Romania
Ottobre 5th, 2009

Giacomo Tamburino
E’ il racconto di vicende realmente accadute in epoca borbonica in un paese dell’entroterra siciliano, tra i monti Iblei e i monti Erei. Due delitti per salvaguardare l’onorabilit?? di una bella ragazza, Marina, e quella di un prete, Don Saverio, entrambi appartenenti alla stessa famiglia, sono narrati con crudo verismo, assieme ad altre vicende che s’intrecciano tra loro rendendo pi?? intrigante l’intera storia.
cm 14×21,5, pagg. 140,16 ill. - Cod: 200113
Il testamento di Don Natale
Ottobre 5th, 2009

La Fuga
Bianco - Chardonnay DOC Contessa Entellina
Tipologia: Bianco - Chardonnay DOC Contessa Entellina
Gradazione: 13-13,5% vol.
Uve: Chardonnay 100%.
Allevamento a controspalliera e potatura a cordone speronato. Densit?? media d???impianto 5.000 ceppi per ettaro e produzione di circa 60 q.li/ha. Terreno di medio impasto.
Vinificazione: Le uve, raccolte di notte, nella prima decade di Agosto, vengono sottoposte a pigiatura soffice. Svolta la fermentazione alcolica a temperatura controllata, il vino affina in vasca per alcuni mesi e almeno tre mesi in bottiglia prima di essere commercializzato.
Descrizione: Vino di notevole spessore olfattivo e gustativo. I profumi si aprono su note di frutta esotica (ananas, mela, banana) in un contesto elegantemente minerale. Bocca splendida, equilibrata, di grande spessore.
Abbinamenti: Perfetto come vino da tutto pasto, pu?? senz???altro abbinarsi con crostacei, primi piatti elaborati e tonno in varie preparazioni.
Due Ricette: Pasta con le sarde o con broccoli, pomodori, uvetta e pinoli. Trancio di branzino all???odore di aglio e cipolla.
Come servirlo: In calici slanciati e di buona ampiezza, pu?? essere stappato al momento, ottimo a 10???12??C.
Curiosit??: Gabriella pensava di “fuggire” e di iniziare una nuova vita, passando dalle lettere alla terra. Gabriella ?? una donna che non conosce sosta, sempre con il vento fra i capelli. Gabriella ha inventato La Fuga: un???etichetta che esprime non soltanto movimento, ma solarit?? e terra. Questo vino nasce con la DOC Contessa Entellina nel 1994.
Donnafugata - La Fuga 2007