Archive for Settembre 3rd, 2009
Settembre 3rd, 2009
Plinio, Strabone e Marziale gi?? duemila anni fa celebravano nelle loro opere i vini prodotti sulle colline che circondano Messina, tra i preferiti degli imperatori e dell’aristocrazia dell’antica Roma. Da questa semplice considerazione, da una grande passione per la propria terra e con l’esperienza di tre generazioni di viticultori ?? nata l’azienda “La Duca Farese” che Giuseppe Bucca porta avanti con grande caparbiet??. i nostri vigneti collocati in una collina da cui si gode un panorama unico al mondo dello stretto di Messina, oltre all’ottima esposizione godono anche dei benefici influssi del vicino Mar Tirreno. Valorizzare al meglio la viticultura siciliana attraverso la commercializzazione di vini di grande qualit?? ?? l’obiettivo che ci siamo posti sin dall’inizio.
Settembre 3rd, 2009
Aricciola alla brace
Le ricette sono per sei persone
Favignana stupenda isola delle Egadi , nota anche e purtroppo per la colonia penale che le malferme istituzioni patrie riempiono di umanit?? dolente ?? , di contro , il paradiso dei pescatori . Fondali profondi grande limpidit?? di mare abbondanza di fauna marina , sono altrettanti richiami irresistibili per coloro che amano la pesca subacquea e la meno faticosa pesca di superficie . Sar?? stata l’aria l ‘atmosfera o la grande pace di un tramonto primaverile , fatto sta che non dimenticheremo il profumo dell’aricciola alla brace, preparata e consumata sulla spiaggia. Preparate se siete in sei 6 trance purtroppo spese di arricciola
Tratto da “Sapore di sicilia”
Settembre 3rd, 2009
Arancini Di Risu O’ Rag??
Le ricette sono per quattro persone
Ingredienti:
500 G Riso Vialone,
50 G Farina,
1/2 Bustina Zafferano,
3 Uova,
50 G Formaggio Pecorino Grattugiato,
50 G Pangrattato,
Olio D’oliva,
Sale,
Pepe,
Per La Farcitura (rag??):
250 G Polpa Di Carne Trita,
70 G Piselli Freschi Sgranati,
1 Cipolla,
80 G Concentrato Di Pomodoro,
1 Gambo Sedano,
100 G Formaggio Tenero A Tocchetti,
Olio D’oliva,
Sale,
Pepe.
Preparazione:
Cio??: arancini di riso al rag??. Lo stuzzicante profumo degli arancini, forse la pi?? conosciuta specialit?? della rosticceria isolana, frammisto alle fresche e salse folate dello Stretto, saluta ogni nuovo visitatore nei confortevoli ristoranti o snack delle navi traghetto che fanno la spola tra Villa S. Giovanni e Messina. E’ il primo saluto, quindi, della Sicilia per chi arriva in auto o col treno, ed il primo sapore, dove si possono riconoscere le seguenti influenze: quella araba, per aver fornito il riso e lo zafferano; la francese per il ragout; la spagnola per il pomodoro; e, prima ancora, la greca col canestrato fresco, il tenero formaggio che, a dadini, sar?? frammisto al rag?? nella farcia. Fino al secolo scorso gli arancini erano grandi come cocomeri, allorch?? a friggerli e ad infornarli erano i monaci del Convento dei Benedettini di Catania, come Federico De Roberto ci fa sapere nel suo romanzo storico I Vicer??. Ora hanno la tendenza a diventare sempre pi?? piccoli e si presentano appuntiti (quelli al rag??). Eccone la ricetta: bollire in acqua, e mai in brodo, il riso salando moderatamente e scolando al dente. Ancora caldo disporlo a fontana sul marmo per legarlo col pecorino grattugiato, lo zafferano sciolto in una tazzina d’acqua calda, e due uova battute. Quando l’impasto ?? ben amalgamato, il cuciniere plasma nella mano sinistra met?? dell’arancino, preparando una nicchia, al centro, per accogliere una cucchiaiata di rag?? precedentemente composto con carne trita, piselli, cipolla, pomodoro e gli odori necessari. Su questo intingolo viene adagiato un cubetto di formaggio canestrato fresco di circa due centimetri per lato, ed un po’ di pepe, se il rag?? non ?? pepato. Un’altra cucchiaiata di riso ricopre tutto e l’arancino viene adesso plasmato nella sua forma definitiva, stando ben attenti che il rag?? non esca fuori. A questo punto viene passato nella farina, poi nell’uovo battuto e, quindi, nel pangrattato: cos?? ?? pronto alla frittura, che avverr?? in una capace padella con olio bollente (o strutto) dove gallegger?? e acquister?? doratura. Sgocciolare l’olio di frittura e riporre gli arancini in una teglia (e non servirli subito, come fanno ormai i pi??), giacch?? c’?? ancora un’ultima raffinatissima operazione: un finissaggio in forno caldo per la smaltatura e asciugatura, che conferiscono all’arancino tutto il suo inconfondibile aroma. In onore a Messina, che pi?? di ogni altra consorella citt?? siciliana ha propagandato l’arancino, berremo il rosso Faro, profumato di zagara d’arance e di bergamotto.
Testo tratto da dbricette.it
Settembre 3rd, 2009

FEUDI DI BORDONARO
BRANCIFORTI GRECANICO
I.G.T. Sicilia
Vitigni
100% Grecanico
Ubicazione vigneti
Agro di Trapani - terreni collinari 250-
400 m. s.l.m.
Composizione terreno
Medio impasto tendente all’argilloso
Sistema di allevamento
Spalliera a cordone speronato
N. Vigne per ettaro
n?? 5.000
Resa per ettaro
8.000 kg
Vendemmia
II e III decade di Settembre
Temperatura di fermentazione
16-18?? C.
Tecnica di produzione
Pressatura soffice, resa in vino fiore 60%
circa, fermentazione a bassa temperatura
16-18?? C.
Periodo di fermentazione
20 gg
Grado alcolico
12,5 % in vol.
Note di degustazione
Colore giallo paglierino con riflessi
verdognoli; note di fiori di campo, pera
appena matura. Piacevole e persistente
acidita.
Produzione annata
500.000
Bicchiere
Calice a tulipano di medio peso e spessore
Temperatura di servizio
10 12 ?? C.
Abbinamento
Antipasti e piatti a base frutti di mare,
pesce e crostacei; carni bianche.
Formato 750 ml
Firriato - Branciforti Grecanico
Settembre 3rd, 2009

Cento anni di cinema documentario nell’isola
Sebastiano Ges??
Finora la letteratura critica su cinema e Sicilia ci ha svelato solo una faccia di questo affascinante e composito binomio: quella mostrata dal film a soggetto, erede di M??li??s, la maggior parte delle volte espressione di una cinematografia di genere, tenendo in penombra l???altra faccia, quella raccontata dal film documentario, discendente per filiazione diretta da Lumi??re, specchio della realt??, anch???essa, purtroppo, assai spesso riflessa con immagini ingannevoli. Se il cinema di fiction ha rappresentato la Sicilia dell???immaginario, del mito, dell?????ros e dell?????pos, il cinema documentario ha costruito la Sicilia della memoria, dell???antropologia, della poesia. Sovente, per??, la rappresentazione dell???Isola attraverso lo schermo, per quei complessi meccanismi insiti nell???industria cinematografica, non ?? stata nitida e sincera, rivelando gli intenti, non sempre nobili, degli autori. Raramente l???obiettivo della macchina da presa ?? riuscito a racchiudere la poliedrica immagine delle ???cento Sicilie???, cosicch?? personaggi, storia, tradizioni, paesaggio, letteratura e cronaca sono rimasti, il pi?? delle volte, imbrigliati in una visione disforica o banalmente superficiale, che lascia inviolato lo spazio oltre la raffigurazione esteriore. Ci?? vale anche per il cinema documentaristico, che troppo facilmente ha insistito su motivi abusati: sul pittorico e sul pittoresco, sul bozzettismo e sul ???colore locale???, celando la realt?? pi?? profonda agli occhi dello spettatore, senza penetrare il velo della tradizione e della convenzione. Non mancano, certo, al cinema documentaristico siciliano splendidi fotogrammi e brani da antologia, dove affiorano con forza penetrante sentimento e poetica, verit?? e realt??, denuncia e lotta, cos?? da potere assolvere il suo compito di documento, di testimonianza pregnante di una delle regioni d???Italia pi?? ricche di arte, di storia, di cultura, ma anche di conflitti e contraddizioni sociali. Con quest???opera, frutto di una certosina ricerca durata lunghi anni, si intende dare un primo, ma approfondito, contributo alla ricostruzione della storia del cinema documentaristico nell???Isola nel corso di questo secolo. L???autore, partendo dalle ???vedute dal vero??? e dagli avvenimenti pi?? salienti che hanno interessato il cinema muto delle origini, come: il terremoto di Messina, le frequenti eruzioni dell???Etna e le varie edizioni della Targa Florio, ripercorre i primi anni del sonoro attraverso i cinegiornali Luce e le successive Settimana Incom. E il periodo prebellico e postbellico con i cortometraggi veri e propri che, sull???onda della scuola documentaristica inglese, tentano di avviare la stagione neorealistica italiana, per poi allontanarsene quasi immediatamente, lasciando spazio all???orda del documentario turistico-folclorico dei primi anni Cinquanta, sollecitato da astuti meccanismi legislativi. L???itinerario prosegue lungo i decenni successivi fino ai nostri giorni, incontrando importanti autori, siciliani e non, come: De Seta, Saitta, Alliata, Mingozzi, Ferrara, Vancini, La Rosa, Antonioni e molti altri, alcuni altrettanto famosi, altri meno conosciuti, dandone resoconto in una puntigliosa ricostruzione filmografia, a oggi, la pi?? completa possibile. Ne viene fuori un affascinante ritratto a tutto tondo di un mondo sconosciuto, ma di grande interesse per la cultura e la memoria collettiva della Sicilia, la regione pi?? cinematografata della nostra nazione.
cm 16×23, pagg. 264,25 b/n ill. - Cod: 19991
La Sicilia della memoria
Settembre 3rd, 2009

Fattorie Trinacria - Crema di Liquore al Cacao - cl 20
Solo selezionato cacao per questa crema molto denza e dalla lunga persistenza aromatica. Indimenticabile.
Fattorie Trinacria - Crema di Liquore al Cacao - cl 20
Settembre 3rd, 2009

Alzatina per dolcetti bassa. Ottima per offrire pasticcini o caramelle.
Alzatina per dolcetti
Settembre 3rd, 2009

Capperi alla cacciatora
Ingredienti: Capperi, olio extra vergine di oliva, aglio, aromi naturali.
[190 gr.]
Capperi alla cacciatora - gr. 190